Come scegliere un buon caffè

Saper scegliere un caffè di qualità non è sempre facile perché, come per tutte le cose bisogna considerare diversi fattori che in apparenza possono sembrare banali, ma in realtà saranno proprio questi elementi a determinare la qualità o meno dello stesso.

Gli italiani, sono tra i principali bevitori di caffè, ma la maggior parte di essi, non sa bene cosa beve. Per molti è diventato un rito piuttosto che una degustazione.

Che sia decaffeinato che con caffeina poco importa, la cosa fondamentale è saper scegliere quello giusto tra i tanti presenti in commercio.

Alcuni criteri da tenere bene in mente

  1. Varietà arabica

Da un punto di vista salutistico la varietà arabica è di gran lunga migliore rispetto alla robusta perché il processo di tostatura avviene in un modo molto più sicuro, in aggiunta il quantitativo di caffeina è leggermente inferiore rispetto all’altra tipologia.

Tuttavia, ci sono altri fattori che subentrano e che vanno valutati:

  • se si desidera un caffè che lascia un gusto legnoso in bocca allora è preferibile la varietà robusta;
  • per chi necessita di consumare un buon quantitativo di caffeina (parliamo sempre entro i limiti) è meglio preferire la robusta;
  • le capsule come quelle di caffe borbone compatibile a modo mio conservano meglio l’aroma e il gusto rispetto alle cialde;
  • preferire i prodotti che illustrano sull’etichetta, la data di imbustamento del caffè, la caffeina contenuta, la composizione in Arabica e Robusta, la data di torrefazione e la data di scadenza;
  • il caffè può essere commercializzato in pacchetti di plastica o in contenitori in metallo dove aria e luce non intaccano la qualità del caffè. Per mantenere più a lungo le caratteristiche organolettiche sarebbe auspicabile optare per il metallo.

Come riconoscere un caffè di qualità

Ora andiamo direttamente al nocciolo della questione, ovvero come si fa a riconoscere un caffè di qualità.

Per far ciò bisogna partire dall’aroma: deve essere intenso e in bocca deve rilasciare delle note fruttate o leggermente floreali che ricordano le spezie o la vaniglia.

Se invece si avverte un sapore di paglia o peggio ancora di juta o bruciato, allora è assolutamente da evitare!

Per quanto riguarda invece il gusto deve essere persistente ma non aggressivo.

È chiaro che bisogna tenere conto della varietà del caffè, ma in linea generale un prodotto di qualità rilascia sempre un gusto particolarmente delicato, gradevole che via, via va a sfumarsi.

Per quanto riguarda la famosa crema che si crea in superficie, oltre a conferire al caffè una buona sapidità, ha la funzione di mantenere intatte tutte le sostanze che rilasciano aroma e fragranze.

La crema però non deve essere né troppo chiara e né troppo scura e soprattutto non deve presentare delle macchie. La sua colorazione varia dai toni di nocciola ad una nuance più bruna.

Se nella tazzina di caffè non è presente la crema in superficie è meglio evitare di bere la bevanda, perché sicuramente sarà un caffè sotto estratto o annacquato.

Alla luce di quanto detto dunque, distinguere un caffè di qualità da uno scarso ormai non è più un segreto.

In questo modo ognuno saprà come indirizzarsi verso la giusta scelta!

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